Il golfo di Lugano visto dall'alto del Monte Sighignola, con la città e le Alpi sullo sfondo
Lugano dal Sighignola — foto: Aconcagua · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

La Val d'Intelvi è una valle di confine, sospesa tra il Lago di Como e il Lago di Lugano. Chi arriva a Pellio scopre presto che qui il modo migliore per conoscere il territorio è a piedi: mulattiere che un tempo collegavano alpeggi e paesi, crinali che segnano la frontiera con la Svizzera, belvedere da cui lo sguardo scende fino all'acqua e, nelle giornate limpide, arriva alle grandi cime delle Alpi.

Abbiamo raccolto alcuni itinerari noti e ben documentati, adatti a livelli diversi: dalle passeggiate tranquille per famiglie con bambini alle escursioni più impegnative per chi ha gamba e buone scarpe. Per tutti vale la stessa regola: partire informati, con una carta aggiornata e un occhio alle previsioni meteo.

Il Balcone d'Italia sul Monte Sighignola

È probabilmente il panorama più celebre della valle. Sulla sommità del Monte Sighignola, a circa 1.300 metri di quota e proprio sul confine con la Svizzera, si apre il cosiddetto Balcone d'Italia: una terrazza naturale affacciata sul Lago di Lugano, con la città e il golfo sotto di voi e, quando l'aria è tersa, le Alpi all'orizzonte fino al Monte Rosa. Il luogo è stato segnalato anche tra i "Luoghi del Cuore" del FAI.

La salita è alla portata di tutti: da Lanzo una strada sale verso la cima e il parcheggio si trova a breve distanza dal belvedere. Chi preferisce camminare può lasciare l'auto più in basso e seguire i sentieri segnalati che partono dalla zona di Lanzo, trasformando la visita in una piacevole escursione nel bosco.

Monte Generoso: la grande vetta di confine

Con i suoi 1.701 metri, il Monte Generoso domina la valle e regala una vista che abbraccia laghi, montagne e pianura. Dal versante intelvese l'accesso più frequentato parte dall'Alpe di Orimento: secondo l'ente turistico della valle, il giro ad anello sui sentieri dei pastori richiede circa due ore e mezza, con un dislivello di circa 430 metri, ed è classificato E (escursionistico). In alternativa si può lasciare l'auto all'ampio parcheggio dell'Alpe Grande, dove c'è anche un'area picnic, e seguire le indicazioni per Orimento.

In vetta vi aspetta il Fiore di pietra progettato dall'architetto Mario Botta; sul versante svizzero sale anche la storica ferrovia a cremagliera che parte da Capolago. Lungo la salita si incontrano spesso i camosci. Da non sottovalutare: alcuni tratti in quota sono esposti e la neve, in inverno, cambia completamente le condizioni del percorso.

Da Pellio verso il Generoso: la mulattiera dei contrabbandieri

Per chi soggiorna a Pellio c'è un itinerario dal sapore speciale: la vecchia mulattiera dei contrabbandieri che sale verso il Generoso attraverso il Parco Regionale Forestale del Monte Generoso. Un altro percorso, con partenza da Lanzo, attraversa la Valle dell'Inferno e il Sentiero delle Trincee, che conserva le fortificazioni della Linea Cadorna, costruite durante la Prima guerra mondiale.

Consiglio pratico: molti sentieri della zona corrono lungo il confine italo-svizzero. Portate sempre con voi un documento d'identità valido, acqua a sufficienza e uno strato caldo anche in estate: in quota il tempo cambia in fretta. Prima di partire verificate lo stato dei sentieri presso l'ufficio turistico della Valle Intelvi.

Pizzo della Croce e la Via dei Monti Lariani

Dall'Alpe Grande, superata Orimento, una cresta conduce alla cima del Pizzo della Croce, chiamata dalla gente del posto "Crocione": un punto panoramico a 360 gradi, tra i più appaganti della valle in rapporto alla fatica.

Gli escursionisti più allenati possono invece mettersi alla prova con un tratto della Via dei Monti Lariani, il lungo percorso in quota (circa 125 chilometri, diviso in quattro tappe) che corre sopra la sponda occidentale del Lago di Como. La prima tappa parte da Cernobbio, tocca il Monte Bisbino, la Colma del Bugone, la Colma di Binate, il rifugio Prabello e la Bocca d'Orimento, passa dall'Alpe Grande e scende fino a San Fedele, nel cuore della Val d'Intelvi. Il tracciato è segnato con il classico bianco-rosso.

Passeggiate facili: Valle dei Mulini e Scaria

Non serve affrontare grandi dislivelli per godersi la valle. Da Dizzasco una mulattiera scende nella Valle dei Mulini, lungo il torrente Telo, dove un tempo l'acqua muoveva i mulini per macinare frumento, granturco e castagne grazie alla Roggia Molinara, realizzata intorno al Seicento. Sulle rive del torrente c'è un'area picnic: una meta ideale con i bambini.

A Scaria, borgo legato alla grande tradizione dei maestri artisti intelvesi, si può lasciare l'auto e proseguire a piedi tra le viuzze fino alla chiesa tardo-barocca di Santa Maria e alla chiesa dei Santi Nazaro e Celso: una passeggiata breve, perfetta per una mattina tranquilla o per il tardo pomeriggio.

Quando andare

La tarda primavera e l'autunno sono le stagioni più indicate per le escursioni in quota, con temperature gradevoli e luce limpida. L'estate è perfetta per cercare il fresco dei boschi, partendo presto al mattino. In inverno, con la neve, i sentieri più alti richiedono esperienza ed equipaggiamento adeguato, mentre le passeggiate nei borghi restano piacevoli tutto l'anno.

Corte di Pellio è un punto di partenza comodo per tutti questi itinerari: dopo la colazione si parte con calma, si sfrutta il parcheggio privato gratuito per lasciare l'auto al rientro e, a fine giornata, il giardino e la terrazza sono il posto giusto per riposare le gambe e raccontarsi i panorami della giornata.

Soggiornare a Corte di Pellio

Due camere con bagno privato a Pellio Superiore, colazione, giardino e parcheggio gratuito: la base tranquilla per vivere la Val d'Intelvi e i suoi laghi.