I tetti di Porlezza visti dall'alto, con il Lago di Lugano e le montagne della riva settentrionale
Porlezza e il Lago di Lugano — foto: Mario Falcetti · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Quando si pensa al Lago di Lugano viene in mente la Svizzera, eppure una parte consistente del Ceresio è italiana. Il suo ramo nord-orientale, tra la provincia di Como e il confine, è il meno conosciuto e forse il più quieto: montagne ripide che scendono in acqua, paesi stretti sulla riva e pochi spazi pianeggianti.

Da Pellio Superiore Porlezza dista circa 15 km. È la meta ideale per una mezza giornata di lago senza grandi spostamenti, ma anche il punto di partenza per esplorare la riva settentrionale e, volendo, salire in battello fino a Lugano.

Porlezza, in fondo al lago

Porlezza occupa l'estremità nord-orientale del Ceresio, dove sfociano i torrenti Rezzo e Cuccio, in una delle poche piane di questa costa. Il suo lungolago è il luogo naturale per una passeggiata, con la vista che corre lungo tutto il ramo del lago. In un edificio affacciato sulla riva si riconoscono resti dell'antico castello.

Il paese ha una storia lunga: fu corte regia in età longobarda e sede di una delle pievi della vecchia diocesi milanese, dedicata a San Vittore. La chiesa omonima, con l'altare barocco, conserva affreschi di Giulio Quaglio, artista legato alla Val d'Intelvi. Curiosa è la vicenda di San Maurizio, chiesa romanica rimasta sepolta da una frana fino al 1966, di cui era sopravvissuto il campanile. Vale una sosta anche la frazione di Cima, nucleo di origine medievale con le sue chiesette.

La Valsolda di Fogazzaro

Proseguendo lungo la riva settentrionale verso il confine si entra in Valsolda, una costa fatta di frazioni affacciate sul lago. È il paesaggio di Piccolo mondo antico, il romanzo di Antonio Fogazzaro, che qui passava le vacanze. A Oria sorge Villa Fogazzaro Roi, oggi affidata al FAI e visitabile su richiesta; la Comunità montana ha creato un parco letterario, con cartelli che segnalano i luoghi delle vicende narrate.

Altre soste possibili sono San Mamete, con il campanile romanico della chiesa dei Santi Mamete e Agapito, e Cressogno, con il santuario cinquecentesco della Madonna della Caravina, anch'esso legato alle pagine del romanzo.

Consiglio pratico: la visita alla villa di Oria va organizzata in anticipo tramite i canali ufficiali del FAI. Se prevedete di proseguire verso Gandria o Lugano, ricordate che si entra in Svizzera: portate con voi un documento valido, anche per i bambini.

Osteno, sulla riva opposta

Sulla sponda meridionale, tra Porlezza e il versante della Val d'Intelvi, si affaccia Osteno, frazione di Claino con Osteno. Sul lungolago si vede il pretorio addossato a una torre medievale, mentre la chiesa dei Santi Pietro e Paolo conserva opere attribuite ad Andrea Bregno. Nei dintorni si trova il cosiddetto Orrido di Osteno, citato da Fogazzaro in Malombra: la gola è oggi di proprietà privata, quindi informatevi prima di contare su una visita. Lungo la strada verso Porlezza si incontrano invece le Grotte di Rescia, a cui dedichiamo un articolo a parte.

In battello sul Ceresio

La Società Navigazione del Lago di Lugano collega Lugano e Porlezza con una linea che tocca, a seconda delle corse, Gandria, Oria, San Mamete, Osteno e Cima. È un modo piacevole di vedere la costa da una prospettiva diversa, e nella bella stagione si sono svolte anche crociere domenicali dedicate a questo ramo del lago. Il servizio è stagionale e d'inverno le corse si riducono molto: verificate sempre calendario e fermate sul sito ufficiale.

In bici o a piedi sulla vecchia ferrovia

Una ferrovia a scartamento ridotto collegava un tempo Menaggio e Porlezza, cioè il Lago di Como e il Lago di Lugano: aperta nel 1884, smise di funzionare alla fine degli anni Trenta del Novecento. Sul suo tracciato corre oggi in buona parte una pista ciclopedonale, che attraversa Carlazzo e Bene Lario e passa accanto al Lago di Piano, piccolo specchio d'acqua inserito in una riserva naturale.

È un itinerario adatto alle famiglie, anche perché dal lungolago di Porlezza si può percorrerne soltanto il primo tratto. Tenete presente che in alcuni punti si procede su strada, quindi con i bambini più piccoli è meglio informarsi prima sulla parte che intendete fare.

Due laghi nella stessa vacanza

Il vantaggio di dormire a Corte di Pellio è trovarsi nel mezzo: al mattino potete scendere verso il Ceresio, il giorno dopo verso il Lario, e rientrare ogni sera in valle, tra il fresco del giardino e la terrazza. Due laghi diversi per carattere, e la stessa base tranquilla da cui partire.

Soggiornare a Corte di Pellio

Due camere con bagno privato a Pellio Superiore, colazione, giardino e parcheggio gratuito: la base tranquilla per vivere la Val d'Intelvi e i suoi laghi.